Don Fiorenzo Mina


Nato al Molino Trotto, Cagno (CO) il 25 gennaio1955.

Cresciuto nella Parrocchia di S. Giorgio Martire in Ligurno di Cantello.

Ha iniziato il percorso seminaristico nell'ottobre 1968 presso il Seminario di Seveso, continuato poi a Milano per il servizio liturgico in Duomo, a Saronno e Venegono.

Ordinato sacerdote il 14 giugno 1980 dal card. Carlo Maria Martini.

Ha iniziato il ministero sacerdotale come coadiutore presso la Parrocchia
SS. Redentore e S. Francesco a Sesto San Giovanni.

Dal 1984 coadiutore a Porlezza.

Dal novembre 1989 al 1997 Parroco a Castelveccana
(SS. Apostoli Pietro e Paolo) e a Nasca ( Maria Immacolata).


Dal 1997 Parroco a S. Grato in Bobbiate (VA) e dal 2003 anche cappellano alle carceri Miogni di Varese.

Nel 2010 è stato trasferito a Milano come parroco della Parrocchia S. Maria Assunta in Quinto Sole e cappellano del Carcere di Opera (MI).

Dal 2011 al 2019 Parroco presso la Parrocchia Gesù a Nazaret (Quartiere Adriano a Milano).

Responsabile comunità Pastorale Maria aiuto dei Cristiani dal 6 settembre 2019
Parrocchia Santi Quirico e Giulitta in Cavaria con Premezzo
Parrocchia Sant'Antonino in Cavaria con Premezzo
Parrocchia S. Maria Annunciata in Oggiona con S. Stefano
Parrocchia S. Stefano Protomartire in Oggiona con S. Stefano

 

E' ritornato alla Casa del Padre il 20 aprile 2024


Funerale di don Fiorenzo Mina, Cavaria – 23 aprile 2024

Omelia dell'Arcivescovo

Essere preti, nelle ore del buio.


1. A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra (Mt 27,45)
Essere là nelle ore del buio in pieno giorno.
Essere là, nelle ore in cui si oscura il sole e perde gusto la vita e si smarrisce il pensiero. Essere là quando non ci sono più parole da dire, ma solo gemiti, non più preghiere, ma grida, non più attese, ma un disarmato consegnarsi.
Essere là, quando si fa buio mentre dovrebbe esserci il sole, mentre irrompe la morte, mentre è ragionevole aspettarsi la vita.
Abitare le ore del buio.
Le ore del buio avvolgono tutta la terra. Il sole si oscura a mezzogiorno per i santi e per i peccatori, per quelli che passano sotto la croce di Gesù per deriderlo e quelli che stanno sotto la croce per tenere fisso lo sguardo su colui che è stato trafitto, quelli che fanno battute stupide anche delle ultime parole del condannato e quelli che ascoltano le ultime parole e si uniscono all’ultima preghiera.
Per tutti c’è un mezzogiorno in cui si fa buio su tutta la terra.

2. I preti, sono là, con tutti, come tutti nelle ore del buio.
Anche i preti sono là nelle ore del buio.
I preti abitano le ore del buio e come uomini che si riconoscono crocifissi con Gesù, si affidano all’amico incontrato nella giovinezza, seguito con entusiasmo e con sacrificio, si affidano al Signore che li ha mandati a preparare la Pasqua, si affidano al Signore in quelle ore del buio come i servi fedeli che aspettano il ritorno del Signore, si affidano senza la pretesa di privilegi, ma con l’umile consegnarsi di tutti i poveri peccatori: Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno (Lc 23,42).
I preti abitano le ore del buio e come il discepolo amato, come i discepoli professano la loro fede e perciò sanno vedere il velo del tempio che si squarcia e ricevono la rivelazione della verità di Dio: nel fallimento si riconosce il compimento perché Gesù muore per amore; nell’umiliazione si riconosce la gloria di Dio, perché questa è la gloria di Dio, l’amore che rende capaci di amare come Gesù ha amato, cioè lo Spirito Santo; nel corpo crocifisso, nel sangue versato si riconosce il sacrificio della nuova ed eterna alleanza. Ecco che cosa fanno i preti nelle ore del buio: celebrano la Messa.
I preti abitano le ore del buio, insieme con Gesù. Cioè pregano. Pregano i salmi del servo che grida: fino a quando, fino a quando Signore? Pregano i salmi dell’invocazione straziante: Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato? Pregano con le parole della confidenza: Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.
I preti abitano le ore del buio, insieme con tutti i fratelli e le sorelle. Sono ministri della consolazione. Cercano di stare vicini a coloro che sono nella prova. Non sanno come guarire, ma invocano la guarigione. Non sanno come allontanare la morte, ma credono e predicano che la morte è stata vinta e che Gesù è risorto perché tutti i figli di Dio vivano nella speranza della risurrezione. Non sanno che cosa dire, avvertono che anche le parole possono essere un fastidio per chi soffre e abita nelle ore del buio. Che cosa possono fare? sono là anche loro, non hanno niente da dire, niente da dare se non la benedizione del Signore e il pane della vita eterna e l’unzione del sollievo.

3. Don Fiorenzo
Celebriamo in questo momento la rivelazione che don Fiorenzo ha ricevuto quando si è squarciato per lui il velo del tempio e tutto è diventato luce.
Si può dire di don Fiorenzo che è un prete di quelli che stanno là sotto la croce nelle ore del buio.
È stato vicino a persone che hanno visto farsi buio nel pieno del giorno, i carcerati, i malati, le molte persone in pena che i parroci incontrano nelle loro comunità.
Ha attraversato lui stesso ore buie nei tempi della malattia quando era a Gesù a Nazaret, in Milano, quel buio che irrompe quando ci sia aspetta che sia mezzogiorno, piena luce.
E in questi mesi ha visto farsi buio su tutta la terra fino all’ora estrema, quando tutto è diventato luce.
Lo accompagniamo ora con la preghiera riconoscente e affettuosa e gli chiediamo di stare ancora con noi quando vengono per noi le ore del buio: ci parlerà della rivelazione che ha ricevuto quando il velo si è squarciato e il fianco di Cristo è stato trafitto, ci parlerà della gloria di Dio che avvolge con la sua luce tutte le vite e tutte le cose.

+ Mario Delpini


L'annuncio dell'Amministrazione comunale di Cavaria

"È con immenso dispiacere e tristezza nel cuore che veniamo a conoscenza della morte del nostro caro Don Fiorenzo. In questo momento di dolore profondo, ci uniamo alla comunità nel piangere la perdita del nostro amato parroco".
"Le sue parole di conforto, la sua gentilezza, la sua compassione e la sua guida spirituale hanno illuminato le nostre vite e rimarranno per sempre nei nostri cuori. La sua assenza sarà profondamente sentita da tutti noi che possiamo trovare noi tutti conforto e pace nelle nostre memorie e nei bei ricordi dei momenti condivisi con lui, nella consapevolezza che il suo spirito continuerà a vivere nei nostri cuori. Ciao Don".


Il saluto del sindaco di Cavaria, Franco Zeni

"Eccoci ai saluti, stimatissimo don Fiorenzo, un saluto che avrei voluto farti stringendoti la mano. Molte sono le cose che abbiamo fatto e deciso assieme, molte le volte che bonariamente mi riprendevi ma sempre con il tuo sorriso e la tua pacatezza. La gara che simpaticamente abbiamo fatto se erano più i matrimoni in chiesa o in comune. La tua riservatezza quando ti chiedevo se avevi bisogno qualcosa e con il sorriso mi rispondevi: no. Gli aiuti che silenziosamente abbiamo portato a tante persone. Eh si, ora sarà difficile, e comunque non voglio farlo, scordare le nostre lunghe telefonate che iniziavano sempre: "Buon giorno don, tutto bene?" - "Benissimo" anche quando sapevo che il male ti stava consumando. Questo eri, oltre al Parroco, l'uomo dalle sagge risposte: "non arrabbiarti, fatti scivolare le cose","raglio d'asino non sale in cielo". Si tutto ciò mi mancherà e mancherà a tutta la Comunità. Sei salito al cielo, sei scomparso dalla nostra vita ma non te ne andrai mai dai nostri cuori".


I funerali si sono svolti a Cavaria con Premezzo il 23 aprile 2024