Il nostro oratorio: ogni domenica e anche d'estate...

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Anno Oratoriano 2017-18

L'oratorio dice quest'anno a ciascun ragazzo VEDRAI CHE BELLO. Lo dice nella consapevolezza che davvero può offrire la bellezza dello stare con Gesù, là dove Lui ha deciso di abitare.
Che caratteristiche deve avere un oratorio che sa dire VEDRAI CHE BELLO?
- È un oratorio che sa proporre, che non si stanca di fare proposte, di avviare processi e di promuovere iniziative, chiedendo a chiunque ne è capace di partecipare, collaborare, dare il proprio contributo perché l'oratorio sia ancora più bello, sempre e tutto l'anno.
- È un oratorio che cura la bellezza delle sue iniziative, gli spazi e gli ambienti; che sa usare le sue risorse con fantasia per valorizzare il protagonismo dei ragazzi e degli adolescenti e per sviluppare nuove proposte, curandone i particolari perché siano tutte entusiasmanti!
- È un oratorio accogliente, in cui sentirsi "a casa"! Per questo sa organizzarsi perché ci sia sempre qualcuno che invita, saluta, incoraggia e soprattutto sa "perdere del tempo" con i ragazzi che lo abitano. Un oratorio che sa prendere a servizio chi promuove il gioco insieme, sa vivere i momenti di informalità con naturalezza e con allegria, instillando la gioia intorno. In casa si dicono parole per crescere e migliorarsi, si chiede aiuto quando occorre, si collabora, si educa a tutto ciò che è buono. A casa si ha voglia di tornare, se c'è un clima bello e se ci si sente parte attiva di una famiglia.

- È un oratorio che sa individuare i luoghi dove Gesù abiterebbe oggi e si sforza di abitarli. Sono i luoghi dove forse nessuno vorrebbe abitare, dove ci sono situazioni di disagio e di solitudine. L'oratorio sa cercare questi luoghi, soprattutto se "vi abitano" ragazzi, preadolescenti e adolescenti, ponendosi accanto alle situazioni e alle persone e avviando processi di affiancamento e di presenza.
- È un oratorio che si impegna nella testimonianza e nell'evangelizzazione. Come? Accogliendo la gioia del Vangelo come uno stile per rinnovare la propria missionarietà, che significa rivolgersi con cordialità alle famiglie del proprio territorio, affiancandole nell'educazione alla fede dei loro figli, educando all'incontro personale con Gesù e all'osservanza del comandamento dell'amore.

 

IL SIGNIFICATO DEL LOGO

Mettersi in punta di piedi per guardare più lontano, appendersi con le braccia per salire ancora un poco più su e scoprire che c'è qualcosa al di là. C'è una bellezza che si vede solo se hai avuto il coraggio di andare oltre. Immaginiamo che dietro a questa bambina, che vediamo di spalle e potrebbe avere il volto di qualcuno che conosciamo, ci sia una persona più grande che, con lo sguardo di chi educa, le dica: "dai, su… coraggio… fidati… VEDRAI CHE BELLO!". La fiducia ci può mettere in movimento, proprio come quei due discepoli che si sono fidati di Giovanni il Battista e sono andati dietro a Gesù che ha detto loro: "Venite e vedrete" (cfr. Gv 1, 35-39). Se ti fidi puoi dire di sì! Ma ti fidi se c'è qualcuno che dimostra di essere disposto a spendere del tempo per te, se dimostra di essere disposto al dono di sé, fatto per amore. "Ecco l'agnello di Dio" - ecco colui che è qui per dare la vita per amore - dice il Battista a quei due discepoli che hanno così trovato il coraggio di andare e di domandare al Maestro "dove dimori?". Il "Venite e vedrete" di Gesù si traduce per noi in VEDRAI CHE BELLO! Perché è così che diciamo quando crediamo che valga la pena che un ragazzo più piccolo faccia qualcosa che lascerà il segno.
Siamo convinti che là dove Gesù ha scelto di restare il bello ci sia davvero. Appare là, dietro quella copertina rossa di un libro che mostra tutta la sua bellezza. È il Vangelo la soglia da attraversare per scoprire che cosa c'è dietro la nostra esperienza di credenti, o meglio che cosa ci sta "dentro". Gesù si fa luce, sia fa "via, verità e vita" per chiunque voglia stargli vicino, così come ha fatto con il "discepolo amato". "Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo", questo ha scritto Giovanni l'apostolo, all'inizio del suo Vangelo (Gv 1, 9). Lui lo ha capito restando con il Signore Gesù, rimanendo dove lui ha scelto di dimorare, cercando di capire i suoi gesti e di comprendere i suoi segreti, come quella volta che durante l'ultima cena, si è appoggiato sul suo cuore. Giovanni ha visto la luce della presenza del suo Maestro anche ai piedi della croce, quando tutto sembrava finito e invece tutto si stava compiendo. Il discepolo amato era accanto a Maria, accogliendola per noi come madre. Questa nostra bambina che ha accolto l'invito VEDRAI CHE BELLO si trova di fronte ad una croce luminosae quasi ne prende parte. Dentro quella luce c'è il cuore del Vangelo: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi" (Gv 15, 12). VEDRAI CHE BELLO vivere in questo modo. VEDRAI CHE BELLO sapere che quella luce che è venuta nel mondo brillerà "per sempre", anche nella tua vita, se saprai dire ogni giorno il tuo SÌ e ancora una volta ti sporgerai per guardare oltre, in punta di piedi, per cogliere ancora a quale bellezza il Signore ti chiama mentre ti sta chiedendo di credere in Lui e di fidarti dei suoi testimoni. Anche quel discepolo che Gesù amava ci dice VEDRAI CHE BELLO, lo dice guardando alla sua vita con il Signore, quella che ha raccontato nel suo Quarto Vangelo per ciascuno di noi, "perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome" (Gv 20, 31). La cosa migliore che Giovanni, con Andrea, poteva fare era di seguire quel maestro e rimanere con lui, quel pomeriggio intorno alle quattro. Questo è l'invito che sarà fatto anche a te, ogni volta che qualcuno - in oratorio o anche fuori - penserà a qualcosa da proporti nel nome di Gesù e ti chiederà di esserci, dicendoti: VEDRAI CHE BELLO!

 


il nuovissimo "Campetto polivalente"

dell'Oratorio di Domo e dedicato a don Walter Casola

E' stato ultimato il nuovo campetto polivalente dell'Oratorio di Domo. E' già utilizzato dall'inizio dell'oratorio feriale ed è stato inaugurato in occasione della Festa di Domo 2017 con la dedica a don Walter Casola. Un particolare ringraziamento al progettista, alle ditte che hanno collaborato fornendo gratuitamente materiali e mano d'opera, alle ditte che hanno eseguito i diversi lavori. Grazie anche a tutti coloro che, sensibili alla necessità di offrire una nuova opportunità ai nostri ragazzi e giovani, hanno offerto il proprio contributo. Non tutto è stato pagato e la Festa di Domo e poi quella di Porto sono l'occasione per dare ancora un aiuto. Grazie a tutti!

Oratorio Estivo 2017

Per tutte le informazioni, iscrizioni, regolamento: clicca qui

Sarà un'estate che desterà meraviglia, che farà guardare tutto intorno, per capire come sia bello il mondo, voluto da Dio, desiderato da sempre dal suo Creatore, per essere fonte di energia e di vita e segno di bontà e di amore, immagine della presenza divina, da riconoscere nella relazione e nell'armonia fra tutte le cose.

L'Oratorio estivo 2017 si aprirà a tutto il creato e sarà come vivere giorni di bellezza e di contemplazione di tutto ciò che è buono, lasciando che ogni ragazzo e ogni ragazza possano guardare, stupirsi, conoscere, contemplare e benedire.
Sarà come stare innanzi all'universo intero e vedere, un poco alla volta, le cose con lo sguardo del Creatore. Nel racconto della Genesi al primo capitolo, la narrazione dei giorni della creazione ci rivela un mondo ordinato, perché voluto e desiderato pezzo per pezzo, costruito un poco alla volta, in un lavoro creativo che ha determinato una continua "accensione" di realtà, tessuta insieme come in un mosaico, fino alla gioia per aver visto compiere tutte le cose, per aver detto e fatto bene ogni cosa.
I giorni dell'Oratorio estivo ripercorreranno le stesse "tappe" della creazione, alla scoperta non solo di che cos'è che fa il mondo, ma del significato profondo che hanno tutte le cose in relazione, di ciò che si dice di esse contemplandole insieme.

DettoFatto è lo slogan dell'Oratorio estivo 2017. Ci meraviglieremo di fronte alla forza creatrice di Dio che si è rivelata nella sua Parola: "Dio disse" e tutte le cose furono fatte. Ci sforzeremo di avere il suo sguardo, per provare il suo stesso stupore di fronte a quanto ha voluto fare: "Dio vide che era cosa buona".
Farà da guida del nostro percorso il primo racconto della creazione (Genesi 1-2, 1-4a). Ascoltando ogni giorno queste parole, potremo arrivare a dire anche noi "Meravigliose le tue opere".

Non cercheremo una risposta scientifica alla domanda: "Come si è formato il mondo?", perché non è questo l'intento del testo biblico e del nostro tema, ma andremo più in profondità, per aiutare i ragazzi, dai più piccoli ai più grandi, a comprendere "perché" esiste il tutto e quale sia il senso della natura e delle cose che ci circondano.
Diremo ogni giorno ai ragazzi, di fronte alla bellezza e alla varietà del mondo, che all'origine di tutto esiste il pensiero buono di Dio che ha voluto un universo ordinato, in cui ci fossimo dentro anche noi, lo esprimeremo con uno sguardo che è molto somigliante a quello del Creatore e con parole e fatti che possono essere segno della sua presenza e quindi una sua "immagine".

Durante il prossimo Oratorio estivo DettoFatto - Meravigliose le tue opere non ci verrà chiesto di studiare la natura in sé, in una prospettiva solo ecologista, ma la natura in relazione con l'uomo e con la donna e con tutta la fecondità di Dio, Padre e Creatore, che ci rivela il suo Verbo, per mezzo del quale "tutte le cose sono state create" e l'azione forte del suo Spirito "che dà la vita". Il mistero della Trinità sarà contemplato guardando a tutta la creazione e scorgendone l'opera meravigliosa di Dio.

Che grande impresa sarà il prossimo Oratorio estivo DettoFatto - Meravigliose le tue opere, che mostrerà il cosmo come voluto da Dio e quindi come ordinato dal suo Disegno. Scoprendo l'origine di tutte le cose e vedendole tutte in relazione, i ragazzi potranno comprendere che la propria vita è inserita in un grande progetto, unico e irripetibile, dove ciascuno è stato desiderato, per essere immagine di Dio e vivere nel mondo assomigliandogli, segno della sua carità e della sua presenza. La relazione fra di noi, nell'amicizia, nei legami familiari e più compiutamente nell'amore, rende possibile questa somiglianza che ci rende non solo delle semplici creature ma delle persone amate da Dio che sanno amare come Dio.


Anno oratoriano 2016-2017

Prosegue il nostro cammino in un anno pastorale in cui siamo ancora chiamati a "lasciarci educare al pensiero di Cristo". Il passo successivo che ci viene chiesto farà entrare anche i nostri ragazzi nella dimensione vocazionale della vita. Dopo che abbiamo imparato a vivere "Come Gesù", siamo chiamati a scegliere bene e a scegliere il bene, di fronte al suo invito: "Seguimi!".

Ecco la proposta per l'anno oratoriano 2016-2017.

Non può bastarci essere Come Gesù se questo non ci cambia la vita. Un'insieme di buone pratiche non è la strada che vogliamo indicare ai nostri ragazzi. L'immagine della Terra promessa che hanno potuto vedere nel loro viaggio quest'estate indicava una meta ben più alta del praticare uno stile di vita senza mettere in gioco le proprie scelte, fino al dono di sé.

Noi puntiamo a colmare il desiderio di felicità che si trova nel cuore di ogni persona, anche dentro il cuore dei più piccoli, dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani, ma questo percorso prevede un incontro che non può lasciarci come prima e che implica una conversione, che è scelta di vita. La crescita integrale che vogliamo accompagnare, attraverso le attività dell'oratorio durante l'anno e la relazione con una comunità capace di educare (comunità educante), punta alla maturazione della vita di ciascuno, sapendo che questa passa attraverso scelte e rinunce.

Noi sappiamo che ogni ragazzo è chiamato a realizzare la sua personale vocazione, proprio imparando a discernere ciò che è buono e a capire che "Buono è uno solo". Vorremmo farci accanto ad ogni ragazzo ci viene affidato, chiedendogli di ascoltare l'invito che il Signore Gesù rivolge, anche a lui o a lei: "Vieni! Seguimi!"

Se c'è una scelta da compiere è per il bene, quel bene che è Gesù stesso, l'amicizia che si ha con Lui, la fiducia che si ripone nella sua Parola, la fede nella sua decisione di dare la vita, imparando a fare lo stesso. Se c'è una scelta da fare bene è quella che viene chiesta ai ragazzi in questo anno oratoriano, per cui lo slogan è: Scegli (il) bene.

Questo invito, a scegliere bene e soprattutto a scegliere Il Bene, Gesù lo rivolse un tempo a un giovane ricco che gli chiese: "Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?". Il Signore non è rimasto in silenzio ma gli ha indicato la via, svelandogli il suo "pensiero".

L'anno scorso il nostro Arcivescovo Angelo ci ha chiesto di lasciarci educare al pensiero di Cristo. Ci chiede quest'anno di approfondire questo suo invito, andando al cuore del diventare per questo discepoli del Signore. Se siamo stati bravi, anche noi ci siamo sforzati di mettere in pratica e di osservare i "comandamenti" fino all'"amerai il prossimo tuo come te stesso", che è quello che Gesù è venuto ad insegnarci, mostrandoci i suoi veri sentimenti. Ma per la nostra felicità, ci manca ancora qualcosa. Lo comprende bene il Signore che propone a quel giovane e a ciascuno di noi di fare un passo in avanti, quello decisivo, che implica una scelta e porta a cambiare vita, donando quel che si possiede per il bene dei poveri e dicendo "sì" a quella parola chiave che è "Seguimi!".

È questa la vocazione, a cui ciascuno è chiamato, sapendo di dover rispondere ad un disegno che è scritto perché ognuno di noi abbia "un tesoro nel cielo".

I ragazzi possono imparare che ci sono scelte che occorre fare per non perdere questa occasione, che ci sono persone che vale la pena seguire ed imitare perché hanno scelto a loro volta di seguire ed imitare il Signore Gesù e che ci sono inviti che bisogna accogliere sapendo che vengono da persone che vogliono il loro bene e che hanno il coraggio di proporre scelte coraggiose e anche controcorrente.

Papa Francesco, nella Messa conclusiva della XXXI GMG a Cracovia diceva così ai giovani del mondo: "...mettersi in gioco, perché la vita non va chiusa in un cassetto. Davanti a Gesù non si può rimanere seduti in attesa con le braccia conserte; a Lui, che ci dona la vita, non si può rispondere con un pensiero o con un semplice "messaggino"! Cari giovani, non vergognatevi di portargli tutto, specialmente le debolezze, le fatiche e i peccati nella Confessione: Lui saprà sorprendervi con il suo perdono e la sua pace. Non abbiate paura di dirgli "sì" con tutto lo slancio del cuore, di rispondergli generosamente, di seguirlo! Non lasciatevi anestetizzare l'anima, ma puntate al traguardo dell'amore bello, che richiede anche la rinuncia, e un "no" forte al doping del successo ad ogni costo e alla droga del pensare solo a sé e ai propri comodi".
È questo in fondo che vogliamo proporre anche ai ragazzi più piccoli e ai preadolescenti e adolescenti che vivono l'oratorio anche durante l'anno perché possano scegliere bene il Bene che è Gesù soltanto.


L'Oratorio estivo 2016 "Perdiqua - Si misero in cammino" ci mette in viaggio e ci spinge a fidarci di chi ci indica una direzione e ci promette una meta. Attraverso l'esperienza dell'esodo del popolo di Israele capiremo che la vita ci mette in cammino e chiede ogni giorno di non arrendersi, perché c'è chi fa la strada e la percorre con noi.
Durante l'Oratorio estivo 2016 ci metteremo in cammino, senza paura degli ostacoli, sapendo fidarci di Dio. Lui, fin dal principio, ha scelto di stare con noi, di accompagnarci, liberarci dal male e donarci una vita nuova.
Non avremo paura di riconoscere che la meta è alta, perché colma ogni nostro desiderio e ogni nostra speranza. Sapremo parlare ai ragazzi di tutto quanto ci spinge a credere e ad amare e avremo il coraggio di offrire loro un senso e una direzione per crescere e realizzare la vita, puntando alla felicità che dura per sempre.
Diremo ai ragazzi: "Perdiqua"! Lo slogan dell'Oratorio estivo 2016 ci impegna a fare strada nel cammino, in questo viaggio che è la vita, pronti ad assumerci la responsabilità di educare e di accompagnare con la sola pretesa di stare accanto e camminare insieme.
Il sottotitolo di questa proposta "Si misero in cammino" indica la scelta di fidarsi di Dio. Nella sua misericordia il Creatore non è rimasto in silenzio ma ha compiuto con noi la "storia", che è storia di salvezza. Una storia innanzitutto da ricordare e poi da realizzare ancora una volta, facendo la nostra parte.
In questo Oratorio estivo, nell'Anno della Misericordia, andremo all'essenziale del messaggio che ci viene dalla Parola di Dio e che ci svela il volto di un Dio che ci ama, fino a farci vivere per sempre insieme a lui.
Il cammino ha la sua meta, il viaggio il suo percorso, la strada la sua direzione. Dentro questa prospettiva si giocano le nostre scelte e la nostra libertà, la risposta ai nostri desideri più grandi e la forza di affrontare le difficoltà della vita, il dolore, la sofferenza, il peccato, persino la morte. L'esperienza quotidiana dell'Oratorio estivo ci aiuterà a capire che Dio risponde facendosi accanto nel viaggio, anzi, mettendosi alla guida, stando davanti, in modo nuovo e sorprendente.
Per comprendere questo mistero, ci faremo aiutare dalla storia di un popolo che è stato liberato da Dio. È il popolo eletto, che ha vissuto la sua avventura nell'Esodo raccontato dalla Bibbia. Il popolo di Dio ha sperimentato la schiavitù in Egitto, ha saputo chiedere aiuto al suo Signore, è stato ascoltato e poi liberato da lui, si è messo in cammino, avendo chiara la meta della "Terra promessa".
I luoghi attraversati dal popolo di Israele sono gli stessi che attraverseremo simbolicamente durante l'Oratorio estivo, per capire quali sono le circostanze della vita che ci rendono più forti e non ci fanno perdere la via. Sarà come percorrere nuovamente il viaggio dall'Egitto alla Terra promessa, attraversando il mar Rosso, vivendo l'esperienza del deserto, lasciandosi orientare e guidare dalla presenza di Dio sul monte.

 

ORATORIO ESTIVO 2016 - il giorno dopo....

Si è concluso da poco il cammino dell'oratorio estivo. Sono state sei settimane impegnative, avendo organizzato l'accoglienza dei ragazzi anche al mattino con la possibilità di pranzare tutti insieme in oratorio.
Abbiamo avuto la presenza di ragazzi delle prime classi elementari fino alle superiori e non è stato facile conciliare le diverse esigenze; siamo comunque riusciti a ritagliare spazi diversi sia per il gioco che per le altre attività.
Due sono stati i fili conduttori che abbiamo seguito, il primo è stato il racconto del cammino indicato da Dio al popolo ebraico per uscire dalla schiavitù in Egitto e arrivare alla Terra Promessa (da qui il motto "Per di qua"), il secondo è l'educazione all'uso delle "parole magiche" che sono:
CIAO,PER PIACERE, GRAZIE, SCUSA, PRONTI.
Un ringraziamento particolare lo dobbiamo agli animatori che hanno dedicato tempo ed energie ai ragazzi, compiendo anch'essi un bel cammino di crescita. Per noi che abbiamo camminato con loro è stata un'esperienza impegnativa ma sicuramente positiva. Un altro grazie va sicuramente agli adulti che, in tempi e modi diversi, hanno collaborato dedicando anch'essi tempo ai ragazzi.
Ci auguriamo che i ragazzi abbiano imparato ad amare l'oratorio e speriamo di rivederli numerosi a Settembre.

Arcangelo, Ezio

Preparazione alla Festa dell'oratorio

Domenica 4 ottobre 2015
Incontro di dialogo e di preparazione di tutti i Genitori con don Erve
in Oratorio di Domo - ore 16
Lavoriamo insieme tra: "Famiglia - Oratorio - Catechesi - Eucaristia"

* * * * *
Domenica 11 ottobre 2015
Inizio del cammino catechistico

con
la Festa di apertura dell'anno oratoriano

Alla S. Messa delle ore 10,00 a Porto
Alla S. Messa delle ore 11,30 a Domo

I genitori porteranno all'altare l'adesione al cammino della catechesi dei loro figli.
Questo gesto esprimerà la ricchezza della corresponsabilità educativa
tra i Genitori e la Comunità.

dalle ore 14 all'Oratorio a Domo
Viviamo la festa per il nuovo Cammino


Una grande opportunità ci viene data in oratorio quest'anno: accompagnare i ragazzi in un percorso di piena fiducia nei con-fronti del Signore Gesù, di adesione al suo desiderio di istruirci, di guidarci e di indicarci la strada che da sempre è stata pensata per la felicità di ciascuno di noi.

Sarà Gesù il primo "educatore", parlerà al cuore dei più giovani con la verità che proviene dalla sua stessa vita e ci dimostrerà, ancora una volta, tutto il suo amore. Il suo pensiero, il "pensiero di Cristo", è per noi la bussola che orienta il cammino, è lo sguardo che dà senso a tutta l'esistenza e che ci fa essere autenticamente noi stessi. Avere il suo "pensiero" significa avere anche i suoi stessi sentimenti, è sforzarsi ogni giorno di donare, perdonare, mettersi al servizio, vivere pienamente la gioia della comunione, disposti anche al sacrificio, pur di amare senza misura. Possiamo impegnarci ancora di più a formare delle comunità che abbiano il sapore del Vangelo e plasmare addirittura una società in cui ci sia un po' più di bene, di accoglienza, di comprensione e di perdono. Non bisogna essere adulti per cambiare il mondo, fin da bambini, fin da ragazzi, si può scegliere di essere discepoli del Signore e trasformare la terra, "come" ha fatto lui.
Potremmo procurare per il mondo che ci circonda una vera "cultura della misericordia", da condividere con tutti, generando percorsi di pace e fraternità che possano "contagiare" molta gente, a partire dai più piccoli per arrivare sino alle famiglie e, ancora di più, alle situazioni dove si vivono forme di disagio e sofferenza.È questo lo stile, l'impegno e la responsabilità di chi decide di lasciarsi educare per essere "Come Gesù".

Non è una pretesa quella di indicare ai ragazzi la strada dell'imitazione di Gesù. Per questo nell'anno oratoriano 2015-2016 useremo lo slogan "Come Gesù".
La sua grazia, quella che parte dalla sua scelta di amarci per primo, colma ogni distanza fra lui e noi. È così che possiamo chiedere ai ragazzi di seguirlo, lasciandosi entusiasmare e stupire dal suo messaggio e dalle azioni che ancora compie nella comunità dei credenti.
"Come Gesù" è una proposta data all'oratorio che si richiama alle parole che il nostro Arcivescovo Angelo Scola ci consegna per il nuovo anno pastorale. L'oratorio può assumere ancora più consapevolmente la for-ma del Vangelo; è un impegno, dato inizialmente alle comunità educanti, perché si mettano alla scuola dell'unico Maestro e sappiano come plasmare l'ambiente oratoriano e dell'intera comunità, perché sia capace di trasmettere l'entusiasmo della sequela e soprattutto sappia procurare gli strumenti per generare la cultura che nasce dalla fede.
La proposta "Come Gesù" ci dice che nessun pensiero dovrebbe rimanere una semplice idea, che ogni buon proposito che ci viene suggerito dall'Alto può realizzarsi, fino a diventare vita vissuta che sa diffondersi per "contagio".
È una grande responsabilità per l'oratorio e per ogni ambiente educativo contribuire a formare una mentalità nuova. La dimensione alta del Vangelo può essere per tutti una "scuola di umanità" così coinvolgente da trasformare la mente e il cuore dei più giovani e invitarli a rimanere fedeli al Signore Gesù, rinnovando il più possibile in ogni situazione la fiducia in lui.


L'Oratorio estivo 2015 è "Tuttiatavola"


"Tutti a tavola" è stato lo slogan, dettato dalla Diocesi, che ha accompagnato le attività dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze all'oratorio nei mesi di giugno e luglio. Il nostro parroco in merito ha specificato il valore del termine "tutti" Nei pomeriggi delle 5 settimane trascorse in oratorio i ragazzi e le ragazze hanno partecipato ai giochi, si sono impegnati nei vari laboratori. Nel complesso si sono divertiti, ma hanno anche dimostrato attenzione verso i più piccoli, favorendo il loro inserimento nei giochi. Hanno come sempre mangiato panini e caramelle, ma hanno anche acquistato la consapevolezza che non tutti sono fortunati come loro. Assieme a loro un gruppetto di animatori si sono comportati come fratelli maggiori, con tanta voglia di correre, ma con la consapevolezza di essere responsabili dell'organizzazione e della buona riuscita dei giochi stessi. Hanno anche saputo creare entusiasmo e serenità, con la capacità di spegnere sul nascere le piccole animosità, che si generano nelle tensioni per la vittoria. Preziosa è stata la disponibilità di chi ha sistemato il tendone ed i tavoli, di chi ha preparato le merende ed i pasti durante le gite a piedi, di chi ha gestito le bibite, le caramelle, il conteggio dei soldi, di chi ha organizzato i laboratori di cucina, di produzione di oggetti con la carta, di inglese. Non possiamo dimenticare chi ha insegnato il balletto quale coreografia dell'inno oratoriano, chi ha preparato gli gnocchi e le salamelle per la festa finale con i genitori, chi ha accompagnato i ragazzi durante le gite a piedi, insegnando loro il valore storico e geografico del nostro territorio, il significato di alcune costruzioni ed anche a riconosce-re piante ed animali. Grazie a queste collaborazioni si sono potuti effettuare due gite a piedi ( a S. Antonio ed a S. Michele) e tre gite in pullman (alle piscine di Ondaland e di Brebbia). Con l'occasione il parroco don Hervé ha potuto incontrare e conoscere ragazzi e genitori. Tutti i collaboratori, al termine dell'esperienza oratoriana, si sono trovati felici ed moralmente arricchiti. La speranza è che in un prossimo futuro aumenti il numero di chi vuole e può offrire il proprio tempo e la propria esperienza a favore dei ragazzi e delle ragazze che frequentano l'oratorio, tenendo presente che gli stessi in un futuro prossimo saranno gli uomini e le donne che perpetueranno gli insegnamenti morali ricevuti.
Per gli amici dell'oratorio, Arcangelo


Cari GENITORI

con gioia, nella corresponsabilità educativa, diamo vita anche quest'anno all'Oratorio estivo.
Per una buona organizzazione sono a vostra disposizione, per l'iscrizione dei vostri figli domenica 31 maggio nel pomeriggio presso l'oratorio dalle 14.00 alle 17.00,

con stima don Erve

Breve Presentazione

Ciao ragazze e ragazzi, ciao bambine e bambini... siete pronti?
E' già passato un anno ricco di avvenimenti di cui molti positivi... ed eccoci di nuovo pronti per proporvi l'Oratorio Estivo 2015 ric-co di divertimento:
Appena terminata la scuola, dall'11 giugno all'17 luglio, ci ritro-veremo insieme tutti i giorni per pregare, cantare, giocare viven-do da veri amici ... quanto divertimento sotto il sole estivo! Ma non c'è solo questo: le attività manuali e le tanto attese gite ac-compagneranno il percorso di quest'anno. Lo slogan "Tutti a ta-vola - non di solo pane vivrà l'uomo", vuole aiutarci a com-prendere il "nutrimento per la vita" a partire dal gesto quoti-diano del mangiare, sviluppando un percorso che abbia il suo fondamento nei testi della Scrittura. Attraverso l'incontro con di-versi passi della Parola di Dio scopriremo che per nutrire la no-stra vita, dobbiamo (anche) "andare oltre" l'istinto del cibarsi, per scoprire i significati e le grandi sfide che il Signore ha pensato per ciascuno di noi e comprendere così che "non di solo pane vivrà l'uomo" ma anche di parole, relazioni, sguardi... amicizia vera

La corresponsabilità al progetto oratorio estivo:
La volontà dell'Oratorio è quella di essere al servizio della "vita fraterna e solidale", di cui la famiglia ne è la prima fonte, fa si che si valorizzi anche la corresponsabilità economica per la realizzazione dell'animazione educativa con una partecipazione globale di € 30 (dopo il primo iscritto, per i fratelli solo 10 euro a testa).


ANNO ORATORIANO 2014-2015

 

La proposta "Solo insieme" mette in gioco la vita di relazione, di accoglienza, di reciproca stima e di servizio verso i più giovani che emergono da una comunità reale e concreta, che si raduna nel nome del Signore per "stare con lui".La Festa di apertura degli oratori rende manifesto tutto quello stile che poi metteremo in pratica durante l'anno. La Festa darà il tenore di tutte le attività e le relazioni che sapremo costruire.
Per questo, punteremo a presentare un volto di comunità che abbia lo stile di Gesù e che quindi sia accogliente, amorevole verso ogni persona, con una predilezione verso i più piccoli e con un'apertura al mondo che si rinnova perché è condivisa da tutti coloro che sono chiamati dal Signore Gesù e credono in Lui. Non si tratta di costruire una festa sopra le righe ma di mostrare, soprattutto ai ragazzi e alle loro famiglie, quello che realmente siamo e ci sforziamo di essere "insieme" e di manifestare la gioia che abbiamo trovato nello "stare con il Signore". Dimostreremo nella semplicità ma anche nell'entusiasmo della festa che è il comandamento dell'amore che ci spinge e fa del nostro oratorio l'espressione della cura che la Chiesa - attraverso le comunità educanti - vuole avere verso le giovani generazioni. Ogni cosa che faremo insieme quest'anno ci spingerà a condurre i ragazzi ad incontrare il Signore affinché "rimangano nel suo amore".

 

"SOLO INSIEME": gli adolescenti e l'oratorio

La comunità è una chiave di lettura o, meglio, un "metodo efficace" per approcciarsi alla vita e al mondo in modo consapevole, interessato, lungimirante, aperto e accogliente. La comunità è una possibilità di bene per tutti! Per questo chiediamo ai ragazzi di imparare uno stile che dall'oratorio si può esportare alla vita intera.

Famiglia, amici, scuola, oratorio. Molte, quasi tutte le nostre relazioni passano da qui, e qui passiamo molto del nostro tempo. In questi ambienti creiamo i legami più importanti, e possiamo quasi immaginare, per ora, che dai nostri genitori e dalle nostre amiche o amici possiamo avere tutto ciò di cui abbiamo bisogno e che dedichiamo a loro tutte le nostre energie. Basta guardare tra gli amici di Facebook o sulla rubrica del cellulare per accorgerci, però, che siamo in contatto con molte più persone di quanto possiamo pensare a prima vista. Dove abita la ragazza carina dell'altra classe? Da dove viene la squadra con cui giocheremo la prossima partita?
Magari abitano nella nostra via, o dall'altra parte della città. E anche loro avranno una famiglia, dei compagni di classe, degli amici. Indirettamente, poi, abbiamo legami con molte altre persone. Con chi lavora mio papà? Quali sono i suoi fornitori? Oppure, a che ora si è alzato l'autista del pullman che prendo la mattina?
Fermandoci all'oratorio, anche qui probabilmente non conosciamo tutti, eppure sono in tanti a insegnarci qualcosa o a darci attenzione anche solo per un attimo: educatori, allenatori, il don, la suora, le signore del bar...
Insomma, finora abbiamo conosciuto e voluto bene a un po' di persone, e forse ci vogliono bene molte più persone di quante crediamo. Crescendo, anche noi vorremo bene a molte persone, e in tanti saranno curiosi di conoscerci!
Naturalmente non occorre aspettare un futuro lontano… Proviamo a pensare a qualcuno del nostro oratorio con cui abbiamo parlato da poco per la prima volta, che magari prima non conoscevamo così bene, oppure a qualcuno che, senza che ce lo aspettassimo, ci ha chiesto qualcosa. Che cosa ci ha fatto più piacere? Ci ha detto qualcosa di nuovo o di interessante? Oppure siamo stati noi a "cogliere di sorpresa" qualcuno che non si aspettava di parlare con noi?
A messa e in oratorio, poi, la conoscenza di Gesù e il suo invito ad amarci l'un l'altro ci accomuna anche a chi non conosciamo direttamente. Ecco perché facciamo parte di una stessa comunità e siamo chiamati a vivere in essa solo insieme, e qualche volta possiamo andare al di là del nostro gruppo di amici...



ANNO ORATORIANO 2013/2014

E' lo slogan dell'anno oratoriano 2013-2014: tutto il bene che è stato seminato nel mondo non ci sarà estraneo, desterà il nostro interesse e noi apporteremo il tesoro prezioso che abbiamo ricevuto, ci metteremo del nostro perché il mondo sia migliore e le relazioni fra le persone autentiche e vere.
Noi crediamo che l'incontro con Gesù sia la vera "chiave" che apre a una vita piena e felice. La nostra fede ci spinge a farci annunciatori fedeli di questo messaggio, che è "di salvezza. Noi pensiamo che anche i ragazzi dei nostri oratori possano essere dei testimoni del Vangelo e degli annunciatori che percorrono le strade del mondo, del loro mondo, con una forza, una luce e una coerenza che non hanno eguali.
A loro chiederemo quest'anno di essere dei discepoli di Gesù risorto "A TUTTO CAMPO", cioè completi e coerenti, perché siamo certi che nelle loro classi, nelle loro case, con i genitori, i fratelli e gli amici, agli allenamenti come nel tempo libero, la loro presenza può essere un segno luminoso dell'amore di Dio, quell'amore che si dimostra con il dono di sé per il bene di tutti, sforzandosi di imitare in tutto il Signore Gesù. Ad ogni ragazzo si chiederà innanzitutto di esercitarsi nell'incontro con il Signore, secondo i "pilastri" della vita comunitaria: i sacramenti e una preghiera costante che faccia parte della vita di ciascuno come un "faro" che guida e rafforza ogni scelta; le occasioni di vita bella e buona, intensa e allegra, in compagnia di una comunità che educa attraverso l'oratorio; l'ascolto della Parola, spiegata in modo semplice e affascinante, perché venga colta e attualizzata tutti i giorni; la carità, la prossimità e il servizio che plasmano così tanto il cuore dei più giovani da formarlo per il futuro. Nessun ragazzo che abita nel nostro territorio può esserci estraneo o indifferente. Il disegno che Dio ha scritto su di lui ci responsabilizza, ci scuote e ci impegna a un accompagnamento discreto ma efficace che lo porti a scoprire la sua vocazione e a maturare le sue scelte con libertà e coerenza. Ai ragazzi non smetteremo di proporre la vita bella dell'oratorio con la sua animazione, i giochi, la creatività e attività di ogni genere (a 360°). Ma il nostro impegno principale consisterà nel prenderci a cuore tutta la loro esistenza. Apriremo, dunque, un dialogo costante con i genitori e ci sforzeremo di sostenerli nel loro difficile compito educativo. Ma faremo di più! Ci starà a cuore il tempo dei ragazzi perché sia investito nell'amore e nel servizio ma anche nel sano divertimento, nelle amicizie sincere fra i coetanei, nel gioco di gruppo, in attività che mettano in moto la creatività e l'espressività di ciascuno. Ci sforzeremo di abbattere il muro della solitudine che patiscono tanti ragazzi, soli in casa, senza nessuno con cui giocare e condividere il tempo libero. Susciteremo l'interesse per ogni cosa e saremo una fonte che genera la passione per la vita in tutte le sue espressioni.
Una iniziativa pastorale di tale portata comporta il coinvolgimento massimo di tutta la comunità educante presente in oratorio ma non solo, significa ricercare l'aiuto e il servizio di altre persone, di giovani che, per i loro studi, hanno delle competenze in ambito pedagogico e culturale, di genitori che si prestino nel prendersi a cuore l'educazione di altri figli oltre ai propri, di membri della comunità che operino attivamente nel mondo del volontariato o della carità.

 


ORATORIO ESTIVO 2013

 

Ciao ragazzi e ragazze,
Ciao bambini e bambine...

siete pronti? E' già passato un anno... e noi siamo pronti per proporvi un Oratorio Estivo 2013 ricco di divertimento. Appena terminata la scuola, dal 12 giugno al 12 luglio, ci ritroveremo insieme tutti i giorni per pregare, cantare, giocare a squadre e raggiungere la vittoria gareggiando da veri amici… quanto divertimento sotto il sole estivo! Ma non c'è solo questo: le attività manuali e le tanto attese gite accompagneranno il percorso di quest'anno. Lo slogan "Every Body - un corpo mi hai preparato" è significativo ai nostri giorni. Tradotto sta a significare "ogni parte del corpo". Impareremo a conoscere meglio noi e gli altri utilizzando quello che la natura ci ha dato, perchè dobbiamo riconoscerci appartenenti ad un'unica famiglia, quella umana, dove si dà valore alle differenze e persino alle diverse abilità.

--Mani, braccia, piedi, gambe, dita non sono solo parti del corpo! Occhi, naso, orecchie, bocca non danno forma solamente a un viso come tanti! Impareremo a capire che anche se tutti siamo simili, ognuno di noi ha un'abilità e uno spirito completamente diverso--

Gli orari dell'oratorio: tutti i pomeriggi da lunedì a venerdì dalle 13.30 alle 17.00, per giocare insieme e divertirsi. Quota di iscrizione € 30,00, merenda a parte.


ANNO ORATORIANO 2012-2013

JUMP! Il salto della fede

Il tema per il cammino oratoriano nell'anno della fede

C'è un salto che dobbiamo fare perché corrisponde ad una chiamata che ci viene da Colui che ci ama. È il salto della fede, di chi corre incontro al Signore Gesù perché ha sentito la sua voce. È un salto coraggioso che è segno di una scelta risoluta, che riempie il cuore di gioia. Questo salto per i ragazzi dei nostri oratori, in quest'Anno della fede che il Papa ha voluto per la Chiesa, diventa per noi un grido forte: "JUMP!".
Prepariamo i ragazzi a fare questo salto, sproniamoli e animiamoli con tutto l'entusiasmo che la nostra fede sa generare e sa trasmettere, dicendo loro: "Salta! Fidati! Balza in piedi, fai "jump!", come quel cieco sulla strada che parte da Gerico, come Bartimeo, e vieni da Gesù, insieme ai tuoi compagni; chiedigli con fiducia quello che hai nel cuore, non dare nulla per scontato, prega con semplicità, e vedrai che ci sarà una risposta che vale la tua felicità: anche a te Gesù dirà: "Va', la tua fede ti ha salvato"". Insieme, con la fede che condividiamo nell'unico Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, rinnoveremo la nostra scelta di seguire il Signore lungo la strada che lui va tracciando per noi.
L'incontro con il Signore Gesù sarà il cuore di questo Anno oratoriano 2012-2013 che coincide sostanzialmente con l'Anno della fede voluto da Papa Benedetto XVI "per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l'entusiasmo nel comunicare la fede" (Porta Fidei, 7).


Oratorio estivo 2012

 

"PassParTù - Di' soltanto una parola"

L'Oratorio estivo 2012 sarà una "scuola di umanità". Le parole saranno la chiave di accesso per dimostrare che le persone non sono fatte per essere sole, rimanere mute e chiudersi in se stesse ma per aprirsi all'incontro con l'altro e scoprire che ogni uomo o donna desidera un "Tu" per cui vale la pena vivere. Le parole svelano l'interesse verso l'altro - nel bene e nel male - e sono un "passaggio" che inevitabilmente crea un contatto. Dall'altra parte della nostra voce c'è sempre chi ascolta e risponde. L'altro ci "provoca" ad essere coerenti e a fare in modo che le nostre parole corrispondano sempre alla verità.
L'Oratorio estivo 2012 si costruirà attorno a parole che indicano un'azione da compiere "per qualcun altro" o al fine di entrare in relazione e crescere nell'amicizia, nella fraternità e nella comunione. Di giorno in giorno, ogni parola arricchirà il "bagaglio di umanità" dei ragazzi che sapranno cosa può servire per realizzare una vita "buona", anche mettendo al bando quelle parole che ci allontano e creano divisioni, litigi e tristezza.
L'Oratorio estivo 2012 lo chiamiamo "PassParTù - Di' soltanto una parola". "PassParTù" è una parola composta e "inventata", che richiama esplicitamente il "passepartout", la chiave che apre molte porte. Ma "PassParTù" va oltre, perché - così come si legge - costruisce un percorso che dall'"io" passa al "tu" attraverso il "per". Il tema di quest'anno ci aiuterà a comprendere che ogni parola, per diventare qualcosa di reale, deve essere vissuta per essere capita. Facendone esperienza, i ragazzi scopriranno che le parole fanno sempre riferimento a qualcosa che spinge ad agire verso l'altro e che - dentro le parole - noi costruiamo le nostre priorità, i nostri interessi, le nostre attenzioni e i nostri desideri, per diventare ciò che vorremmo essere… non a parole, ma nei fatti.
Quest'estate, fatta di parole, sarà dunque un'estate in movimento perché saranno le parole a dare la carica giusta ai giorni dell'Oratorio estivo 2012. Scegliere, donare, incoraggiare, consolare, ricordare, promettere, ringraziare sono solo alcune delle parole "chiave" che accompagneranno i ragazzi alla scoperta di se stessi, delle proprie potenzialità e di tutto quello che c'è in gioco per essere delle persone vere e affidabili.

 


Anno Oratoriano 2011-2012

creando e ricreando

«Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine,
secondo la nostra somiglianza:
dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo» […]
maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra» […]
Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona […] sesto giorno […]
Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto […]
Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò,
perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto CREANDO».
(cfr. Genesi 1, 26-2, 3).

 

Il VII Incontro Mondiale delle Famiglie di Milano 2012 con il Papa (dal 30 maggio al 3 giugno 2012) impegna anche gli oratori ambrosiani in un lungo cammino di preparazione che si concluderà con l’accoglienza delle famiglie provenienti da ogni parte del mondo per celebrare insieme le giornate che avranno come tema: «La famiglia: il lavoro e la festa».
Inviteremo, sin dall’inizio del nuovo anno oratoriano, anche i ragazzi e gli adolescenti dei nostri oratori a scoprire che «famiglia, lavoro e giorno festivo sono doni e benedizioni di Dio per aiutarci a vivere un'esistenza pienamente umana» (Benedetto XVI).

Nella vita delle persone la creatività, l’ingegno, la passione e la dedizione sono elementi che mostrano un volto che assomiglia molto all’immagine di Dio, che dal nulla crea tutte le cose. Anche Dio nella sua opera creatrice ha lavorato al fine di realizzare qualcosa che fosse «buono», fino a creare l’uomo e la donna che, nella sua visione, sono il compimento di ciò che è «molto buono». Dio, dinnanzi a ciò «che aveva fatto creando» (Gn 2, 3b) è stato capace di fermarsi e di meravigliarsi, partecipando alla sua creazione quasi ricreandosi (a tal punto da mandare, nel momento opportuno, il suo stesso Figlio nel mondo). Anche in questo, le persone capaci di provare ancora lo stupore per una vita vissuta, condivisa e donata sono il segno del volto del Creatore, che ancora mostra la sua immagine nella festa.

Pensiamo che, nonostante tutto, anche i nostri ragazzi possano essere educati a guardare così le dimensioni del lavoro e della festa, come «ambiti» da vivere da subito, grazie a piccole e grandi scelte di impegno e di servizio e grazie anche alla frequentazione della comunità, come luogo della festa, che trova nell’oratorio un riflesso della vita di famiglia in cui i più giovani, insieme ai genitori e agli educatori più grandi, si esercitano a mettere in pratica le dimensioni del dono e della gratuità, le stesse che ricreano le condizioni di un «mondo» voluto e creato da Dio per essere come Lui.

Per questo traduciamo il lavoro e la festa nello slogan dell’anno oratoriano 2011–2012: CREANDO E RICREANDO, dove il lavoro è visto come accoglienza e prolungamento dell’azione di Dio Creatore (CREANDO) e la festa è segno della «compiacenza» rigenerante di Dio dinnanzi alla capacità autonoma e libera delle creature di vivere in armonia, dentro un disegno di bellezza e di bontà (RICREANDO).

 

 


In oratorio sarà un'estate da vivere a "tempo pieno"

dal 13 giugno all'8 luglio 2011


Lo slogan è "Battibaleno - Insegnaci a contare i nostri giorni".

Ai ragazzi l'opportunità di imparare a dare valore a ogni istante, a esperienze, relazioni e attività.

 

Non abbiamo altro da vivere se non il tempo che abbiamo a disposizione. "Battibaleno", il tema dell'Oratorio estivo 2011, afferma l'esigenza di non restare fermi a guardare passivamente il tempo che passa via, ma dice la necessità di buttarsi dentro le occasioni di bene che il tempo offre, per trarne il meglio per la propria vita e quella degli altri.
"Battibaleno" non è dunque la rapidità di un tempo che non facciamo noi, ma l'efficacia istantanea di un tempo "abitato" da noi, per cui quello che facciamo - nel tempo che ci serve per farlo - è ciò che ci fa diventare quel che siamo e vogliamo essere.
I ragazzi saranno invitati a capire cosa significa non sciupare il tempo e a comprendere il rischio di trasformarsi altrimenti in persone che non vorrebbero diventare, con sogni, aspirazioni e desideri inespressi. Vivere bene il tempo porta con sé una grande posta in gioco che consiste nel realizzare o meno la vita!
Ai ragazzi si cercherà di trasmettere questa sapienza: non siamo noi i padroni assoluti del nostro tempo; ci sono tantissime cose che accadono indipendentemente da noi; sono tanti i fattori in gioco, ma c'è ne uno che spetta a noi - dipende solo da noi -, si attiva in un "battibaleno" e guida ogni nostro agire, ed è la nostra volontà.
La volontà di fare e di reagire, la volontà di affrontare i momenti, tutti i momenti, con decisione e caparbietà, siano essi belli o brutti, di gioia o di dolore, di festa o di turbamento e dubbio.
La sfida dell'Oratorio estivo 2011 consiste nel cogliere che il nostro tempo non solo deve essere "abitato" da noi ma è innanzitutto "abitato" da Dio, attraverso la presenza del suo Figlio, incarnato nella storia, Gesù di Nazaret e dello Spirito santo che è l'evidenza del suo amore.
Ognuno di noi è chiamato a scegliere di condividere il proprio tempo con Dio, decidendo di seguirlo con fiducia. La scelta di "stare con il Signore" è la scelta della fede, da fare ora e - idealmente e concretamente - in tutte le ore della nostra vita.
Lo "stare con Gesù e il suo stare con noi" ci fa maturare come persone che sanno trasformare il loro tempo in qualcosa di "unico". Non solo, condividere il tempo con il Signore ci fa entrare in relazione con gli altri imparando a dedicare per loro il tempo che abbiamo per noi.
Infine il Vangelo - la parola che oggi può farci sentire che Gesù ci parla ancora e continuamente - può addirittura renderci "collegati" con coloro che hanno vissuto, nel tempo, prima di noi: ancora alcuni santi, che hanno fatto "storia" e hanno segnato le diverse epoche del cristianesimo, ci insegneranno "a contare i nostri giorni", considerandoli immersi nell'amore di Dio che è sempre "oltremisura".


L'oratorio, palestra di santità per i ragazzi

Anno oratoriano 2010 - 2011


"Anche tu così" è lo slogan scelto dalla Fom per l'anno oratoriano 2010-11. In occasione dell'inizio della Festa di apertura il card. Tettamanzi ha inviato un messaggio a tutte le parrocchie della diocesi. Oltre a esprimere "profonda ammirazione" per il prezioso lavoro educativo che le comunità svolgono, l'Arcivescovo ha scritto: "È davvero consolante sapere che la nostra Chiesa è tuttora capace di parlare alle nuove generazioni e continua con le sue migliori energie a prendersi cura di moltissimi bambini, ragazzi, adolescenti e giovani". I numeri sono davvero alti, in diocesi gli oratori sono 1200 e coinvolgono ogni anno 500 mila ragazzi. Ma ciò che sta a cuore al card. Tettamanzi per questo anno pastorale, durante il quale si celebrerà il quarto centenario di canonizzazione di san Carlo Borromeo, è il tema della santità. "Anche la storia dei nostri oratori - assicura l'Arcivescovo - è costellata di esempi luminosi di santità: la dedizione intelligente, appassionata e silenziosa di tantissime persone, i loro gesti quotidiani, di amore sono stati, per tanti fratelli, una testimonianza affascinante della vicinanza ad ogni persona della paternità amorosa di Dio".
La "sfida educativa" è il tema che la stessa Chiesa italiana ha scelto per il prossimo decennio pastorale ritenendo decisiva l'attenzione ai giovani di oggi, che saranno gli uomini e le donne di domani.

 

 


Siamo pronti a lasciarci mettere “Sottosopra” per guardare la terra da una nuova prospettiva e scoprire che non siamo poi così distanti dal cielo! Per far questo non si può certo restare fermi: sarà un Estate in cammino!
L’Oratorio estivo 2010, dal titolo “Sottosopra – come in cielo così in terra”, attende il movimento dei ragazzi, degli animatori, degli educatori e dei genitori per percorrere insieme un pellegrinaggio speciale che ha la sua meta in alto, là dove non c’è differenza fra il “sopra” e il “sotto”, là dove l’incontro con il Signore Gesù orienta la vita, dirige i passi, impegna al bene e apre gli occhi verso la bellezza dei doni ricevuti.

Il protagonista della prossima Estate in Oratorio è proprio Gesù che si affianca al cammino di chi cerca una strada e, narrando una bellissima storia che si avvera in lui, desidera “sconvolgere” per rialzarci, “ribaltarci” per darci una direzione, metterci appunto “sottosopra” per impegnarci a tenere testa e piedi strettamente ancorati alla terra e cuore e spirito costantemente rivolti al cielo.

Il Signore Gesù aiuterà i ragazzi a tenere unito il sotto con il sopra, la terra con il cielo : è il senso più profondo della sua incarnazione che permette a chi lo segue di unificare la vita dentro un Mistero d’amore e di condividere una meta stupenda e sconvolgente che è la risurrezione.

Fare la volontà del Padre è lo scopo della vita e delle azioni di Gesù ed è anche l’obiettivo di chi intende percorrere la terra con il desiderio che assomigli un po’ più al cielo.

La prossima Estate in Oratorio è fatta di diversi sfondi o “strati” che vanno scavati in profondità per vedere cosa c’è sotto e scoprire come il messaggio in essi contenuto ci proietta in alto e ci impegna a fare di tutto perché si avveri la preghiera del Padre nostro: “come in cielo così in terra”. Èproprio il sottotitolo “come in cielo così in terra” a svelare il senso più profondo dello slogan “Sottosopra”!

Il viaggio come pellegrinaggio

Innanzitutto abbiamo l’idea del viaggio, un viaggio che si fa pellegrinaggio e cammino spirituale. L’immagine che guiderà i ragazzi lungo l’Oratorio estivo, soprattutto nei momenti di preghiera, sarà l’icona evangelica dei Discepoli di Emmaus (Luca 24, 13-35). I due di Emmaus sono l’emblema di ogni discepolo che, affiancato dal Signore, non solo cambia il suo modo di vedere e intendere le cose, ma sente trasformare il suo cuore, che passa così dalla disperazione alla speranza e dalla tristezza alla gioia; quella stessa gioia produce un’inversione di rotta, da sotto a sopra: da un cammino che sprofonda sempre più sotto, nella notte, ad una corsa per risalire verso l’alto, ritornando “sopra”, a Gerusalemme, ad annunciare il Risorto ai fratelli.

Nella vicenda dei Discepoli di Emmaus si possono ritrovare così cinque movimenti che anche i ragazzi saranno invitati a compiere: la partenza, la liberazione, la conversione, l’incontro che salva e la missione.

Per facilitarne la comprensione, ogni movimento sarà accompagnato da un incontro con cinque personaggi della Bibbia: Abramo, Mosé, Davide, lo stesso Gesù e Paolo di Tarso.

Vivere la terra

Accanto a questo viaggio tutto spirituale, l’ambientazione dell’Oratorio estivo “Sottosopra” inviterà i ragazzi a percorrere un viaggio attorno alla terra, alla scoperta di quei luoghi che, solo se abitati in profondità, possono svelare quel senso che, restando in superficie, spesso può sfuggire. La terra innanzitutto occorre averla in testa (cfr. logo “Sottosopra”) perché i piedi non stiano fermi dinnanzi alle occasioni di bene che la vita ogni giorno ci offre: occorre abitare il nostro tempo e il nostro spazio, senza sfuggire in un mondo che non c’è e non ci appartiene.

Diremo ai ragazzi che la terra va abitata con tutta la passione che c’è , perché ha bisogno della nostra gioia, quella che ci viene dall’incontro con Gesù, e di desideri nuovi che riportino i suoi abitanti a rivolgersi verso il cielo. Per questo occorre la nostra testimonianza.

La terra va ribaltata con il nostro entusiasmo ma va anche rispettata e curata perché è la casa dove abitiamo ed è essa stessa a fornirci le occasioni per costruire la vita.

Ovunque, sopra o sotto, sotto o sopra, vivere sulla terra è “vivere la terra” è abitarla con tutto se stessi, disposti a rivedere certe abitudini che non ci fanno crescere e non ci fanno guardare lontano verso un orizzonte che ci svela l’infinito.

L’obiettivo del viaggio sulla terra è mettere a soqquadro la vita, per scuoterla un po’ e agitarla, come se tutto fosse “Sottosopra”, così da ricostruirla pezzo dopo pezzo, secondo la giusta direzione, in armonia con il creato che ci è attorno e in relazione d’amore con le persone che ci stanno accanto.

Il viaggio-pellegrinaggio avrà cinque tappe e percorrerà cinque luoghi.

Ogni ambiente svelerà ai ragazzi dei segreti “sconvolgenti”: innanzitutto la montagna che ci mostra la fatica che realizza e dà la gioia vera; il deserto che ci mette alla prova e, purificandoci, diventa il luogo dell’incontro con Dio; il sentiero del bosco che ci mette uno accanto all’altro e ci fa apprezzare la bellezza del creato; il mare che risveglia in noi la sete di infinito; infine la città che ci riporterà a casa, dove le possibilità a noi date vanno tutte spese per un bene più grande, nella condivisione con gli altri.

Ancora più nel profondo

L’Oratorio estivo 2010, nella ricchezza della sua proposta, presenta altri “sfondi” da mettere “Sottosopra” per scoprirne tutti i risvolti possibili: è l’immagine del viaggio ad evocarne i contenuti.

Il viaggio sulla terra aguzzerà lo sguardo dei ragazzi perché il nostro mondo sia ancora una volta visto come un dono di Dio e una casa per tutti.

Uno sguardo attento e profondo scoprirà che questo vale anche e soprattutto per coloro che, nel viaggio, sembrano andare più lenti o per coloro che sembrano tagliati fuori e sono esclusi dalle ricchezze del creato. Chi affronta un viaggio viene spesso a contatto con molti disagi: questi richiamano ad esempio le difficoltà dei disabili a contatto con un mondo fatto solo per chi cammina sulle proprie gambe e ricordano i problemi di integrazione di chi è costretto a lasciare la sua casa in cerca di un futuro migliore nel nostro Paese e nel mondo occidentale.

Educare i ragazzi a guardare in profondità la condizione di chi vive un disagio concreto è un ottimo stimolo a mettere le cose “Sottosopra” perché siano più chiare per tutti.

Un’ultima attenzione, che si tradurrà in attività e animazione, è la salvaguardia della biodiversità e la promozione di comportamenti ecosostenibili – il 2010 è l’Anno internazionale della biodiversità – affinché anche in oratorio si contribuisca a creare una cultura dove la preservazione delle ricchezze della terra possa partire dalle piccole azioni quotidiane che ognuno può realizzare con la sua testa!


C'è di più
Il tema dell'anno oratoriano 2009-2010

La ricerca della vocazione costituisce per un ragazzo l'avventura più bella della vita. Tale dinamica rappresenta l'orizzonte sintetico di significato dell'esistenza, capace di dischiudere prospettive affascinanti, spesso inedite e sempre promettenti.
Il più delle volte tutto ciò parte da una semplice intuizione emotiva che chiede di sedimentarsi, approfondirsi e purificarsi, attraverso un cammino lento, complesso e faticoso, ma necessario e indispensabile per una reale pienezza della vita.
La cultura contemporanea, declinata nei diversi contesti di vita dei ragazzi, non sempre favorisce una presa di coscienza progressiva e una percezione nitida della vita come vocazione. Talvolta, anzi, si registra un diffuso senso di smarrimento di molti ragazzi pensando al futuro oppure una riduzione alla ricerca edonistica di un presunto piacere molto lontano dalla gioia cristiana.
Per tali ragioni, in sintonia con l'anno sacerdotale della Chiesa universale e nel solco delle indicazioni pastorali del nostro Arcivescovo per l'anno 2009-2010, il Servizio per i Ragazzi, gli Adolescenti e l'Oratorio assume il tema della vocazione come contenuto centrale della proposta annuale.

L'icona e lo slogan
Attraverso le diverse proposte vorremmo aiutare i ragazzi anzitutto a riscoprire la vocazione battesimale, che è vocazione all'esistenza vera e alla santità nella comunità che è la Chiesa.
L'icona evangelica della moltiplicazione dei pani e dei pesci, nella versione del Vangelo secondo Giovanni (6, 1-15), suggerisce con forza la prospettiva di una vita che diventa dono e, proprio per questo, viene moltiplicato all'infinito, per il bene di tutti.
La dinamica vocazionale, intesa in senso complessivo, richiede anzitutto la disponibilità a mettersi in gioco e la capacità di fidarsi del Signore, nella certezza che lui sa meglio di noi qual è il nostro bene, secondo le parole del salmo "Nella tua volontà Signore, è la mia gioia" (Sal 118,16). La vita diventa perciò ricerca di un orizzonte nuovo che le da significato e orienta ogni scelta di bene.
Per questo ai ragazzi e agli adolescenti durante quest'anno oratoriano ripeteremo lo slogan: "C'è di più".
"C'è di più" è un invito ad affidarsi a Gesù che sa moltiplicare quel che abbiamo e quel che siamo in continue occasioni di bene per tutti.
"C'è di più" è anche il segno di una restituzione abbondante che il Signore dà a chi ha il coraggio di donare.
La vita come dono diventa così l'immagine di una vita in movimento che non si accontenta di quel che ha, ma si affida al Signore per trarne fuori il meglio e sempre "di più", dentro una prospettiva che inserisce ciascuno in un progetto d'amore che il "più" che corrisponde e supera ogni desiderio che abbia il sapore di infinito.

"Che cos'è questo per tanta gente?"
All'inizio del nuovo anno pastorale, davanti all'immensa sfida educativa, anche noi ci sentiamo un po' come quel ragazzo "con i cinque pani d'orzo e i due pesci" e ci viene da chiederci: "Che cos'è questo per tanta gente?". Forse quello che possiamo dare e fare è poco, ma tuttavia abbastanza se messo con fiducia nelle mani del Signore. Allora sperimenteremo che in noi e negli altri "c'è di più" di quello che pensavamo. Con questa certezza nel cuore ci rimettiamo in cammino.


(Dal calendario parrocchiale Ottobre 2009)

"C'è di più" non sono parole messe li per fare scena, ma è il nuovo slogan dell'oratorio invernale 2009-2010 che ci farà rendere partecipi del fatto che dove si manifesta, dove c'è Gesù non è tutto normale ma avviene qualcosa in più. Lo stesso Cardinale nella presentazione ci ha detto che c'è di più se si sceglie di amare come Gesù, anche se si è ancora dei ragazzi: proprio per questo bisogna esercitarsi ogni giorno ad essere più generosi, più impegnati, più allegri, sempre pronti a farsi dei nuovi amici e a perdonare chi ci fa un torto, più capaci di capire ciò che è giusto per giudicare bene le situazioni e intervenire a difesa dei deboli e dei sofferenti, anche se c'è da rimetterci del proprio. Lo slogan prevede la partecipazione attiva di tutti noi, la scelta di essere cristiani seguendo una strada, condividendo con altri il Signore Gesù.
Il logo ci rappresenta graficamente come unire tutte queste cose, semplice e lineare comprende un significato di vita e di preghiera meraviglioso. Non solo il disegno ma anche lo slogan è esplicitato graficamente e il tutto riprende l'icona evangelica del brano che narra la moltiplicazione dei pani. A partire dalla folla sullo sfondo, numerosa, anonima che durante il momento della cena si è resa conto, grazie a Gesù, cosa significhi condivisione. In un angolo appare la figura di un ragazzo che tende la mano in segno di dono verso gli altri; imita le mani di Gesù ma non solo nel momento in cui dona il pane, ma anche quando prega (ricordo del Padre Nostro). Con la scritta "c'è" vediamo anche apparire il pane e il pesce simboli dell'eucarestia e del Signore Salvatore sulla terra. Il più simboleggia la croce e il fatto che Dio abbia mandato suo Figlio come un dono per l'umanità. Attraverso la croce le strade tracciate per ciascuno si precisano e prendono la direzione del futuro e della speranza. Parlando della strada possiamo dire che essa prende direzioni diverse in base a come noi abbiamo programmato e pensato il nostro futuro. Ed è proprio con l'immagine della strada che possiamo poi parlare di vocazione, infatti se ci si affida al Signore che chiama a prendere parte alla sua vita, il tempo e lo spazio, che prima rischiano di non avere direzione, diventano orientati verso un carico di infinito che è quel "di più" che il cristiano si porta con sé proprio perché sceglie di seguire il Signore. Le strade sono una accanto all'altra perché ogni vocazione prevede la condivisione del cammino dentro una comunità che sostiene e incoraggia.
In Oratorio, quest'anno, l'invito ripetuto è quello di donare e affidarsi che saranno la spinta decisiva che inviterà tutti a dire che "c'è di più".


"CENTO VOLTE TANTO"
E' lo slogan educativo per l'anno oratoriano 2008 - 2009


Il prossimo anno oratoriano 2008- 2009 lo vivremo al "massimo" di noi stessi, seguendo la gioiosa vitalità dello Spirito di Gesù che ci fa diventare "anima del mondo". Sarà la terza tappa del percorso diocesano " L'amore do Dio è in mezzo a noi" dal titolo FAMIGLIA DIVENTA ANIMA DEL MONDO che per l'oratorio diviene CENTO VOLTE TANTO.
Dopo che nel primo anno ci siamo impegnati a fare "Tutto quello che vi dirà" mettendoci in ascolto della parola di Dio; e nel secondo esserci impegnati a crederci dentro la nostra famiglia e nella comunità "Dimmi perché" ci vogliamo ora buttare nel mondo per animarlo da dentro e senza esclusione di colpi cercando di aiutare tutti a portare frutto nella vita quotidiana.
Vorremmo gridare a tutti che basta accogliere come un dono il messaggio bellissimo del Vangelo e fidarsi per rendere la propria vita meravigliosa, bella, felice e farla fruttificare CENTO VOLTE TANTO.Le Icone di riferimento sono la parabola del Seminatore e la lettera a Diogneto.Entrambe saranno presentate dall'Arcivescovo nella lettera pastorale 2008 - 2009 " Famiglia diventa anima del mondo". Ma voglio accennare subito come è sorprendente che la lettera a Diogneto sia tanto attuale oggi. In una società che sembra sempre di più scristianizzata, i cristiani fanno fatica a distinguersi. Certo non si differenziano per il loro modo di vestire, non parlano un'altra lingua, non vivono su un altro pianeta, mangiano e lavorano come gli altri, vanno a scuola, hanno lo scooter, ascoltano la radio, guardano la televisione, rispettano le leggi dello stato e cercano la giustizia come tutti "ma…" ecco l'accento è sul "ma…"- ma hanno dentro qualcosa che li anima, che li rende straordinariamente luminosi nei confronti degli altri. A guardarli bene c'è in loro qualcosa di unico che consiste nella speranza che sono capaci di trasmettere quando vivono con coerenza e quando si spendono per gli altri, restituendo il dono di Dio ricevuto. L'Oratorio quest'anno dovrà saper trovare le forme per dire ai ragazzi che sono unici proprio perché sono cristiani. Per questo devono sapersi esporre, quasi gettarsi in mezzo agli altri senza paure. Per loro essere cristiani vorrà dire essere come il maestro capaci di essere dono per gli altri. Inviteremo i ragazzi in primo luogo ad aiutare la loro famiglia vivendo con abitudine continui gesti di amore. Dovranno essere i più entusiasti della vita e dimostrare di essere terra buona, non contaminata dai dispiaceri e dalle preoccupazioni della vita, e dalla noia. Allora saranno proprio i ragazzi i primi a darsi da fare in casa mettendo da parte ogni pigrizia e diventando animatori nella propria famiglia. Saranno loro ad accorgersi dei fratelli che fanno fatica a fare i compiti, a segnalare i bisogni dei nonni che stanno invecchiando,segnalare chi ha problemi di salute, o economici o di lavoro. Li inviteremo a trovare il coraggio di chiedere di pregare insieme in famiglia.


 


Guarda il cielo e conta le stelle

"Nasinsù per contemplare le stelle
e poi capire quanto si è importanti.
Sì, l'universo è per noi.
Nasinsù ma con i piedi per terra
e finalmente noi saremo stelle, sapremo amare di più".


Punteremo sullo stupore, sulla curiosità e sull'interesse che solo i ragazzi sono capaci di provare quando, alzando lo sguardo, in una notte limpida, lontano dalle luci abbaglianti della città, si trovano davanti allo spettacolo meraviglioso delle stelle.
Durante l'Oratorio Estivo 2009 ci metteremo tutti, grandi e piccoli, ad ammirare le stelle, quelle che sovrastano la nostra testa e sono sempre lì, in un numero imprecisato e infinito,
ad indicarci qualcosa di indescrivibile,
a formare costellazioni che sembrano assomigliarci
e a suscitare il nostro desiderio di capire qualcosa di più di noi, del nostro mondo, dell'universo che ci avvolge,
imparando a guardare oltre, più lontano di quanto si possa fare ad occhio nudo.
Non dobbiamo dare per scontato che lo splendore delle stelle sia così evidente ai ragazzi, spesso distratti da altre luminosità infinitamente più scarse ma così capaci di ancorarli a terra e di non far vedere più in là del loro naso.
E allora occorrerà esercitarsi a tirar su la testa, anzi a mettersi "nasinsù", per guardare il cielo e contare le stelle, creando le condizioni migliori per una visione limpida e chiara.
Basterà alzare il naso perché automaticamente anche lo sguardo si rivolga verso l'alto e si abbia voglia di fare un bel respiro per accogliere aria pura che rigenera e rasserena.
Contemplando il firmamento del cielo, insegneremo ai ragazzi a guardare oltre, a cercare il senso del creato e a restare affascinati dalla sua grandezza, bellezza e armonia che rimanda al Creatore. Forse per alcuni non sarà diretto il riferimento al Creatore; per questo racconteremo a tutti di una promessa che Dio fa all'uomo, di un desiderio divino che si traduce in vita per tutti, a tal punto che per il Padre tutto rientra in un Disegno più grande, dalle stelle sopra di noi al più piccolo fra gli uomini. Tutti sono importanti, a tal punto che noi siamo considerati da Dio come le stelle del cielo, capaci di un'energia irradiante tale da illuminare tutto intorno. È così che Dio ci ha pensati ed è così che Dio ci vuole.
Sentirsi come le stelle del cielo aiuterà i ragazzi a guardarsi dentro, in cerca dei desideri più profondi. Innanzitutto, occorrerà purificare la vita da tutto ciò che non fa brillare e non fa stare a testa alta. Per questo inviteremo i ragazzi a non essere superficiali ed esplorare il proprio cuore. Soprattutto chiederemo loro di accorgersi che, per noi, il Cielo ha deciso di venirci incontro, aiutandoci così a tenere i piedi ben ancorati a terra.
Non possiamo, dunque, non stare "nasinsù", imparando anche a pregare per entrare in dialogo con Colui che sta più in alto di tutti ed è capace di entrare intimamente in comunicazione con noi. È Dio che ispira in noi - grazie alla sua Parola fatta carne - i pensieri più belli, i progetti di infinito che richiamano la nostra origine e ci proiettano verso il futuro.
E non sarà fuorviante invitare i ragazzi a sentirsi un po' delle "stars", gente che vuole il massimo dalla vita e che però - a differenza delle celebrità - sa mettersi alla scuola della "stella polare", della stella fissa che indica un cammino costellato di bontà e di amore, di condivisione e di compassione, dove non esiste chi resta isolato ed escluso, dove non c'è chi è fuori dal gioco, ma fa parte di una comunione che non è frutto di immaginazione ma è legame profondo - attrazione gravitazionale - che, pur nell'unicità e nella distanza, ci fa considerare della stessa componente del Cielo.
La stella polare che ci orienta quando siamo "nasinsù" ha un nome ed è Gesù, Colui che è nato sotto il segno di una stella luminosa per essere "luce del mondo", faro che irraggia calore e mostra la direzione per chiunque voglia seguirlo.
Mettendoci "nasinsù" saremo invitati a dire il nostro "sì" a Lui perché, illuminati dalla sua Parola, possiamo propagare la sua luce infinita.


Oratorio estivo 2008

 

Ciao ragazzi e ragazze,
come tutti gli anni anche nel giugno del 2008 riparte il tanto atteso divertimento dell'oratorio estivo.
Dal 25 giugno al 25 luglio, ci ritroveremo insieme tutti i giorni per pregare, cantare, giocare a squadre e raggiungere la vittoria onestamente sconfiggendo i vostri amici…quanto divertimento nei pomeriggi, ma non c'è solo questo: le attività manuali e le tanto attese gite accompagneranno il percorso di quest'anno. Lo slogan "PassinPiazza" è significativo: impareremo anche noi ragazzi la vita della piazza e come anche i nostri passi insieme a quelli di Gesù che ci guida, siano importanti per il bene di tutta la comunità.

Gli orari dell'oratorio:
· Tutti i pomeriggi da lunedì a venerdì dalle 13.30 alle 17.00, per giocare insieme e divertirsi.
· Martedì, mercoledì e giovedì al mattino dalle 10.00 alle 11.00 per chi vuole un aiuto nello svolgimento dei compiti delle vacanze, sia a Porto che a Domo.

 

Ragazzi e ragazze,
il Don e tutti noi animatori dell'oratorio, siamo già al lavoro per accogliervi e iniziare una nuova emozionante avventura.
Venite con tanta gioia e volontà per vivere insieme un mese speciale.
Ricordatevi di presentare le iscrizioni entro domenica 15 giugno.
Ciao ragazzi e ragazze!

* * * *

 

RIFLESSIONE

Il 25 giugno è iniziato ( e sono 30 anni ) il nostro oratorio estivo:"Passinpiazza". Iscritti più di 60 ragazzi (destinati ad aumentare) ed è partito come al solito con tanta gioia ed entusiasmo. Come dice il tema vogliamo fare passi in piazza cioè uscire dal luogo ristretto dell'oratorio e portare almeno come testimonianza un po del nostro entusiasmo in tutta la nostra unità pastorale. Ho detto sono 30 anni che questo oratorio è vivo almeno da quando ci sono io. Ma anche prima c'era e funzionava. Quello che mi fa specie è che in tutti questi anni qualcuno non si è ancora accorto che nel nostro territorio si è fatto e si sta facendo qualcosa per i ragazzi e adolescenti. Senz'altro si sono accorti i genitori che da sempre mandano i loro figli all'oratorio e che quando finisce ad esempio l'oratorio estivo dicono: "ma perché non continua anche il mese di agosto". Senz'altro si accorgono i ragazzi che per un mese e alla domenica si trovano a giocare insieme e a crescere insieme. Senz'altro si accorgono i ragazzi più grandi e gli adolescenti o giovani che in questi anni hanno saputo dare il loro tempo e il loro impegno per far vivere questa grande realtà.
Non si sono accorti invece in tanti e neppure le autorità civili ( fatta eccezione un anno in cui il sig. Sindaco ha dato all'Oratorio £ 1.000.000 per il diritto allo studio ( tutti gli anni abbiamo dato e diamo la possibilità ai ragazzi di fare insieme seguiti i compiti delle vacanze ). Un'altra persona ed è l'Ing. Luciano Faverio circa un mese fa si è fatto vivo ( ma la sua è una tradizione di famiglia ) con una offerta per l'oratorio estivo che senz'altro servirà a rendere meno gravoso il contributo richiesto alle famiglie. Ho detto che è una tradizione di famiglia. Penso che tutti sanno quanto ha contribuito la famiglia Faverio nella costruzione dell'oratorio stesso e di aiuto alla parrocchia.
Voglio essere chiaro: non ho niente da rimproverare a nessuno ma quello che mi dispiace è che tanti fanno finta o non si accorgano che qualcosa di buono si faccia anche nel nostro territorio. Pertanto ringrazio quelli che collaborano con impegno e spero di poter fare ancora tanti passini piazza con il nostro oratorio.


 

Oratorio estivo 2007

Ciao ragazzi e ragazze,
anche quest'anno sta per iniziare la grande avventura dell'oratorio estivo… Come sempre i nostri divertenti pomeriggi in oratorio saranno accompagnati da un tema: "Musica Maestro!". Ecco il tanto atteso slogan dell'estate 2007. Il tema è incentrato sulle note musicali e prenderemo in considerazione i canti, le danze e laboratori manuali sulla musica; ma non solo il racconto e la preghiera, con la riscoperta di alcuni Santi ci accompagneranno per tutto il percorso. Non dimentichiamoci delle tanto attese gite che ci faranno riscoprire cosa significa stare assieme e divertirsi!
L'oratorio è un luogo dove oltre al divertimento possiamo trovare la preghiera, la riflessione e l'amicizia fra tutti noi…

L'oratorio inizierà giovedì 21 giugno e si concluderà venerdì 20 luglio. Nei pomeriggi, da lunedì a venerdì, dalle ore 13.30 alle ore 17.00. Martedì, mercoledì e giovedì mattina dalle ore 10.00 alle 11.00 c'è la possibilità di essere aiutati nello svolgere i compiti delle vacanze.
Le iscrizioni dovranno essere riportate presso l'oratorio di Domo entro domenica 10 giugno.
Gli animatori

Sono contento che anche quest'anno un gruppo di animatori (giovani e adolescenti) si sta già impegnando per l'oratorio feriale. E' bello e importante che per costoro l'oratorio feriale sia come una vera e propria ful immersion : un impegno a tutto campo che occupa molte ore per molti giorni.
Don Walter


Oratorio e Catechismo anno 2005 - 2006

Oratorio e catechismo due momenti importanti nella comunità cristiana per la crescita e la formazione dei nostri ragazzi. E con ottobre anche nella nostra unità pastorale riprendono con tanta voglia di crescita.
Nel messaggio che il nostro Arcivescovo scrive per l'apertura degli oratori dice: "Anch'io desidero esserci in ciascuno dei nostri oratori per l'appuntamento della festa di apertura. Perciò a tutti rivolgo alcune parole certo che saprete cogliere l'affetto del mio cuore che batte sereno e felice al ritmo che gli Oratori sanno trasmettere: ritmo di gioia, di impegno, di amicizia e di preghiera, di vita e di Vangelo.
Anche all'Oratorio, il principio di tutto ciò che muove e rende autentico e bello il nostro cammino umano e cristiano è la persona vivente di Gesù Cristo. Lui è il motivo, il centro e il vertice della nostra festa!
L'Oratorio inizia sempre da Gesù risorto. Essere testimoni di Gesù, annunciare e testimoniare il Vangelo e così trasmettere la fede è il dono e il compito di ogni giorno anche per gli Oratori. A ricordarlo in modo simpatico ed efficace è lo slogan di questo anno oratoriano:" Siete sale"
Dice Gesù: "Voi siete sale della terra e luce del mondo".
Un Oratorio avrà lo stile" sale e luce" dei testimoni di Gesù se, in ogni occasione, i ragazzi saranno condotti a percepire e ad esprimere il senso profondo della gratuità, del servizio generoso, gioioso e disinteressato; se verrà assicurata sempre la qualità umana in tutti i rapporti personali e in ogni luogo e attività, facendo sì che ogni persona sia rispettata, stimata e valorizzata. I valori poi sono la gioia, la cordiale fraternità, l'allegria, l'amicizia, la gentilezza, la buona educazione. Infine conclude con un vivo incoraggiamento per il nuovo anno, benedicendo.
Non meno importante il catechismo che durerà fino alla fine di maggio.
Catechismo che non è solo preparazione a ricevere i sacramenti dell'Eucaristia e della Cresima, ma vuole essere per tutti un cammino di crescita nella fede conoscendo sempre di più il Signore Gesù. Il servizio che offre la parrocchia con i catechisti è soltanto un piccolo contributo.
Non mi stancherò mai di ripetere che i primi educatori della fede dei propri figli sono i genitori. Li hanno responsabilmente generati alla vita, hanno chiesto il battesimo, li devono accompagnare nella vita di fede fino alla maturazione cristiana con il loro esempio, con la loro testimonianza, con il dialogo con il loro interessamento.


Oratorio estivo 2006

" Si fa per dire "

 

Non tutte le parole hanno lo stesso peso e lo stesso valore. Ci sono parole dette così, per dire, tanto per completare un vuoto, tanto per dire qualcosa… e ci sono parole che, non appena pronunciate, invitano a pensare e ad agire per il verso giusto.
Quest'anno, durante l'oratorio feriale, vogliamo dire parole che contano e innanzitutto la PAROLA che conta. Utilizzeremo lo strumento della narrazione. Il raccontare è sempre portatore di un messaggio, le parole narrate non sono mai parole vuote, dette "così per dire".
Alla domanda "Si fa per dire" coloro che parteciperanno all'oratorio feriale, al termine della nostra avventura fantastica, saranno capaci di rispondere "No! Non si fa per dire" cioè non sono parole vuote e superficiali quelle che andiamo a sentire ma saranno parole che svelano il significato della nostra vita, parole che ci realizzano e questo sarà possibile solo con gli altri e per gli altri. E' così che il Narratore per eccellenza che sarà Dio con la sua parola stabilirà una relazione d'amore con ciascuno di noi capace di cambiare l'esistenza a tutti.
Per parlare al cuore dei ragazzi che verranno al nostro oratorio parleremo loro con il linguaggio delle favole o delle avventure fantastiche. L'ambientazione e il racconto che scandiscono i giorni della vita del nostro oratorio proiettano tutti in un bosco incantato dove l'avventura, le difficoltà, le prove, l'incontro di personaggi "buoni" o "cattivi", la magia e l'immancabile "lieto fine" sono immagini della vita vissuta oggi anche dai nostri ragazzi.
Il cammino che i protagonisti dell'oratorio feriale compiranno li porterà alla scoperta di cinque grandi valori che sono a fondamento della vita di tutti: accettazione di sé, accoglienza, amicizia, altruismo, Amore. La preghiera poi in oratorio sarà guidata da Gesù che narrerà le sue parabole ai ragazzi di oggi e ancora sarà capace di stupire con il suo messaggio.
In questa esperienza saremo accompagnati come gli altri anni da un gruppo di adolescenti e giovani che ci aiuteranno a vivere nella gioia questo tempo.
Allora davvero andiamo ad iniziare, non si fa per dire!

 


ORATORIO ESTIVO 2003

Il tema che l'associazione oratori della diocesi di Milano propone per l'estate 2003 è Party con me. Un tema come quello degli altri anni biblico. Vogliamo seguire le orme di S. Paolo e metterci in viaggio con lui per portare in tutto il mondo il vangelo ( buona notizia ) di Gesù. Tradotto in termini di Chiesa si tratta del tema della missionarietà.
Per i ragazzi il viaggiare con S. Paolo sarà la parabola con la quale interpretare la propria esistenza. Il viaggiare è una dimensione costante dell'uomo, pellegrino sulla terra. Si viaggia, si cammina, si naviga verso il nuovo, verso l'alto, verso Dio. L'apostolo Paolo ci invita a vivere con lui la grande avventura della passione per il Vangelo e dell'amore verso tutti gli uomini. Il grande amore per la gente e la grande fiducia nella felicità che da il Vangelo saranno la spinta che muoverà il nostro tempo di oratorio feriale portando idealmente S. Paolo nella nostra storia attuale. Viaggiamo con Paolo perché Paolo viaggi con noi e ci aiuti a vivere la missionarietà oggi.


Don Walter e tutti gli amici dell'oratorio invitano anche te:
PARTY CON ME!


Ehi ragazzi!!

Come tutti gli anni non manchiamo a questo meraviglioso appuntamento dell'Oratorio Estivo…e quest'anno, meraviglia delle meraviglie…partiremo per un lungo viaggio alla scoperta del Mediterraneo. Ma con chi? Bè, innanzitutto con voi, ma anche con un amico speciale: Paolo di Tarso. E lo slogan che ci accompagnerà per ben tre settimane è Party con me! Una nuova estate è orami alle porte con tutte le aspettative che questa stagione suscita nel cuore dei nostri ragazzi: tempo libero per giocare, divertirsi, stare insieme in allegria. Durante il nostro Oratorio questi sogni possono diventare realtà per i ragazzi, ma anche per tutti gli adulti. Nel mese estivo l'Oratorio ha la possibilità di mostrare il suo volto più autentico, quello di una casa accogliente, di uno spazio fraterno e solidale nel quale tutti possono trovare un saluto e un sorriso. Credo che questa sia la ricchezza più grande che le nostre comunità possono donare ai loro figli: un luogo nel quale la comunione si rende visibile e possibile. in questi tempi così segnati dai conflitti e dalle tensioni tra culture e popoli diversi, diventa una priorità di tutti coloro che si occupano delle nuove generazioni, farsi carico dell'educazione alla pace. In particolare nel tempo del nostro Oratorio chiedo di non perdere l'occasione per promuovere una logica di comprensione e di riconciliazione: alla dimensione ideale della pace si devono accostare gesti semplici e concreti che insegnino come essere persone di pace nella vita quotidiana. Ognuno di noi è invitato a seguire Colui che è mite e umile di cuore, che veglia su di noi, guida i nostri passi e istruisce le nostre menti, per renderci seminatori di fraternità. Che il Signore benedica questi giorni e li renda tempo di semina e di raccolta abbondante!!!

Lo slogan racchiude molti livelli di messaggio.
Uno salta subito all'occhio:

Party = festa preparata insieme, ma anche, invito alla partenza

Inoltre la grafica mette al centro la figura di Gesù, rappresentata dalla lettera Y che diventa un uomo con le braccia allargate, a forma di croce o anche nello slancio della Resurrezione: è il messaggio principale che S. Paolo ci propone, nella sua vita, nella sua missione e nei suoi scritti.

Una nave, quella della Chiesa e anche quella della vita di ciascun ragazzo, porta Paolo in luoghi nuovi, da gente che attende l'annuncio di vita racchiuso nel Vangelo. Paolo non ha paura, parte con slancio: anche noi vorremmo poter andare con lui.

Ecco un significato di quel "con me". Partiamo con Paolo, partiamo con Gesù, ma ancora, sono i ragazzi che chiedono alla Chiesa (barca) di partire con loro, di essere cioè innamorati della loro storia e di aiutarli a conoscere Gesù.

Ed ecco che partiremo verso questo viaggio, tra momenti di riflessioni e preghiera, tra canti e danze, tra giochi e gite, tra attività manuali e momenti di svago personale. Ma noi animatori, non vogliamo essere da soli!! Vi aspettiamo per vivere con voi questa avventura e se possibile coinvolgete anche i vostri genitori!

Tutto questo sarà possibile da mercoledì 18 giugno a venerdì 18 luglio, tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì dalle ore 13.30 alle ore 17.00 e le mattine di martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 9.30 alle ore 11.00 per svolgere i compiti delle vacanze.

Potrete iscrivervi presso l'Oratorio di Domo da domenica 1 giugno a domenica 8 giugno, ma per chi lo desidera entro l'inizio dell'Oratorio e non oltre. Alla consegna del tagliando, dovrete versare un piccolo contributo per le spese...comunque ragazzi non esitiamo a dirvi che siamo entusiasti di questa nuova avventura del 2003 e vi aspettiamo numerosi per l'apertura.


Ciao a tutti i ragazzi…
Gli animatori



 Clicca qui: c'è un messaggio per te!


Party con me. Il 18 giugno anche la navicella dell'Oratorio di Porto-Domo è partita sotto la guida di S. Paolo e di sei educatori e quattro caposquadra. E' partita con circa 70 passeggeri. Dopo qualche annata in cui si era raggiunto un numero di iscritti che superava i 120 ci siamo quest'anno un po' ridimensionati. Ma questo penso tutto a vantaggio di quelli che ci sono. Qualcuno ha fatto altre scelte perché forse si è accorto che l'oratorio ha un suo preciso compito educativo che dopo l'oratorio festivo continua anche durante l'oratorio estivo. E devo dire veramente un grazie sentito al gruppo di educatori che anche se giovanissimi stanno lavorando bene in questo inizio con la speranza di arrivare ancora meglio alla meta che quest'anno ci siamo proposti e che avevo sintetizzato nel notiziario del mese di giugno.
Abbiamo già fatto un'uscita alla MiniItalia dove abbiamo trovato tanti altri oratori. Restano ancora due gite: una alle cascate del Toce e l'altra alle Caravelle di Ceriale Ligure. Ma restano soprattutto ancora tanti giorni da trascorrere in cordiale amicizia in Oratorio anche se il caldo talvolta ci fa interrompere i giochi alla ricerca di un po' di fresco. A tutti dunque buona continuazione. Anche la festa di Domo sarà un momento nuovo di incontro genitori ragazzi!
PARTY CON ME! Buon viaggio Don Walter


Oratorio festivo 2002-2003

 

La data fissata dal nuovo Arcivescovo di Milano Card. Dionigi Tettamanzi per il suo ingresso in Diocesi è coincisa con la festa di Apertura dell'Oratorio festivo che anche noi abbiamo celebrato il 29 settembre. E' stata una coincidenza felice come ha notato lo stesso Arcivescovo nel suo messaggio agli oratori della diocesi. Ne trascriviamo un breve riassunto.
La storia Ambrosiana ci consegna la testimonianza di un singolare impegno degli ultimi Vescovi milanesi nel promuovere gli oratori dal Card. Ferrari all'attuale arcivescovo, che dice:
"Per me festeggiare l'Oratorio significa celebrare le radici della mia vocazione. All'Oratorio ho ricevuto da bambino la prima formazione alla vita cristiana che pure già apprendevo in famiglia. All'Oratorio ho imparato con gusto a pregare, ho sperimentato che stare con Gesù, ascoltarlo, parlargli con amicizia, affidargli tutto, è davvero possibile e bello e riempie di gioia e di pace. La preghiera è il segreto della mia vita, è la festa silenziosa di tutte le mie giornate, è il dono rassicurante che il Signore non ha mai smesso di farmi.
Prendiamoci idealmente per mano, ed eleviamo insieme le nostre mani e i nostri cuori per dire al Signore che, guidati da lui, siamo uniti, siamo un'unica Chiesa. L'Oratorio deve continuare ad essere per tutti luogo di preghiera.
Certo all'Oratorio non si prega e basta, ci sono mille altre lodevoli attività. Ma un Oratorio è veramente ciò che deve essere se ha nella preghiera il suo respiro. All'Oratorio si prega e si impara a pregare insieme, a pregare individualmente, a pregare per gli altri.
L'Oratorio nella Parrocchia e con la Parrocchia è e deve essere un'autentica scuola di preghiera."
E conclude il nuovo Arcivescovo dicendo: " Mi piacerebbe sostare a lungo in ciascuno dei nostri Oratori e gustarne con voi il respiro orante. Affido questo mio desiderio ai sacerdoti, ai catechisti, agli educatori, agli animatori: sostate voi per primi nella Cappella dell'Oratorio e pregate per ogni singolo ragazzo, adolescente o giovane che incontrate e sarete così testimoni credibili per coloro che vi sono affidati."

Le fotografie della festa di apertura dell'Oratorio 2002-2003

 


ORATORIO ESTIVO 2002
Lettera aperta a tutti i ragazzi

Siamo tre ragazzi che vivono l'esperienza dell'Oratorio dopo le medie; vogliamo fare partecipi anche voi e le vostre famiglie di questa grande avventura dell'Oratorio Estivo, che inizierà giovedì 20 giugno e terminerà venerdì 19 luglio presso l'Oratorio della nostra unità pastorale. Questa proposta di passare del tempo assieme è aperta ai ragazzi e alle ragazze, a prescindere dalla loro età e ai genitori che vogliono divertirsi e fare un cammino insieme.
Durante il martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 11, i ragazzi interessati potranno essere aiutati nello svolgimento dei compiti delle vacanze. Il pomeriggio (dalle 13.30 alle 17.00) il divertimento sarà assicurato tra giochi, canti, preghiere, e le gite che ci porteranno a condividere momenti fantastici.
Per partecipare, troverete il programma in oratorio e potrete iscrivervi dal 9 Giugno in avanti. Lo slogan di quest'anno è SE MI SENTI -SMS- e sarà il tema che ci porterà a definire l'Oratorio come luogo di comunione e di comunicazione. Il comunicare è quindi un vero e proprio stile di vita che vogliamo scoprire, infatti analizzando la parola comunicare, che significa "mettere in comune" vogliamo vivere questa esperienza estiva con il cuore.
Vi vogliamo ricordare che SMS come i temi passati non vuole creare soltanto ragazzi capaci di pregare e formare una società ecclesiale, ma delle persone che si rispettano tra di loro eportano la pace. Speriamo di avere catturato il vostro cuore per intraprendere questa avventura, quindi vi aspettiamo numerosi giovedì 20 giugno.
Non mancate!!

Jacopo, Francesco e Sonia


ORATORIO DELL'ESTATE 2001

 

Sono una ragazza che ha sempre frequentato l'oratorio e ormai fatta grandicella cerco di dare una mano nella gestione dell'oratorio. Ho tanta voglia di aiutare e di donare il mio tempo e le mie capacità.
Ormai la scuola sta terminando e arrivano le tanto attese vacanze estive. Non mi rivolgo solo a voi ragazzi in queste poche righe, ma anche ai vostri genitori. Vi voglio illustrare il programma che come tutti gli anni ci sforzeremo di realizzare all'Oratorio estivo.
Per tutti i ragazzi e le ragazze che vorranno partecipare, a prescindere dalla loro età, comincerà giovedì 21 Giugno e proseguirà fino al 24 Luglio, come sempre a partire dalle h. 13.30 alle h. 17.00.
Per partecipare occorre iscriversi presso l'Oratorio di Domo
Da Domenica 10 Giugno a Martedì 19 Giugno troverai il programma e la possibilità di iscriverti. Il tema che quest'anno ci accompagnerà ogni giorno sarà "QUIMICIGIOCO"; all'apparenza un titolo banale, ma che riserverà molte sorprese.
Alla base di tutto come lo slogan proporre vi è lo sport, non inteso come rivalità e a volte prepotenza, ma come gioco di squadra; unirsi insieme per arrivare a vincere e a superare le difficoltà, senza mettersi in rivalità con gli altri ragazzi. I pomeriggi saranno suddivisi in più parti, dalla prima fase dove attraverso un racconto e una preghiera TUTTI insieme cercheremo di approfondire il tema che quest'anno ci viene proposto; poi suddivisi in gruppi si passerà un divertente pomeriggio , svolgendo diverse attività. Ci saranno partite di calcio, giochi con la palla, con le bandiere, ma anche giochi di creatività e fantasia…Durante questo periodo si svolgeranno anche alcune gite. Basta ,mi fermo qui, affrettati a iscriverti e scoprirai tutto il programma!
Io sono qui con gioia ad aspettarti, ma non da sola. C'è il don, ci sono le suore, c'è qualche genitore (che per dare una mano rinuncia alle ferie), ci sono alcuni adolescenti. Dai vieni anche tu!

Ciao!

Sonia Barassi



ORATORIO FESTIVO 2000-2001

UNITA' PASTORALE DOMO - PORTO

 

Come tutti gli anni, anche in questo, dopo aver concluso una magnifica esperienza con l'oratorio estivo, abbiamo deciso di metterci al lavoro per preparare quello festivo, cercando di migliorarlo con nuovi giochi e iniziative.
Questo è stato possibile grazie alla disponibilità di noi ragazzi delle superiori, per quanto ci è possibile, ma soprattutto un grazie dovuto al nostro parroco Don Walter, a suor Anna Maria e ad alcuni genitori.

L'oratorio viene aperto a tutti i ragazzi e ragazze, la domenica pomeriggio dalle 13.30 alle 17.00. Abbiamo cominciato questa avventura con la prima settimana di ottobre e si concluderà con una grande festa entro la fine di maggio e la prima settimana di giugno. Naturalmente non sono invitati solo i ragazzi, ma anche i genitori che desiderano passare del tempo con i propri figli e divertirsi.